Per conoscere meglio l’archivio storico è stata realizzata un’intervista al responsabile: scopri le curiosità sui documenti contenuti, sulla loro tipologia e provenienza e sulla digitalizzazione delle copie cartacee

“Abbiamo documenti di epoche diverse tra i quali alcuni dell’età napoleonica, dell’epoca austriaca e, più recentemente, documenti dell’unità d’Italia, del ventennio fascista e dell’Italia repubblicana.”

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QUANTI DOCUMENTI CI SONO NELL’ARCHIVIO?

Non c’è un numero definito di documenti ma diciamo che abbiamo documenti di epoche diverse tra i quali alcuni dell’età napoleonica, dell’epoca austriaca e, più recentemente, documenti dell’unità d’Italia, del ventennio fascista e dell’Italia repubblicana.
I documenti sono divisi in base agli anni, quindi ai periodi e alle pertinenze. Nelle varie cartelle ci sono documenti prodotti da diversi enti: all’interno di pratiche edilizie ci possono essere permessi concessi dal consiglio comunale e dalla prefettura e i controlli di essa. Oppure per l’età austriaca con le varie delegazioni e commissari provinciali.

QUALI SONO I DOCUMENTI PIU’ SIGNIFICATIVI PRESENTI IN ARCHIVIO?

Di documenti significativi ce ne sono tanti, dipende da quello che uno va a cercare. Se uno è interessato all’amministrazione comunale può andare a leggere i documenti prodotti dal consiglio o dalla giunta comunale. Se uno è uno storico appassionato di documenti importanti e ricchi ci sono anche manifesti emessi dal governo austriaco o dal governo napoleonico o addirittura manifesti per situazioni temporanee; questo, ad esempio, è il manifesto emesso da napoleone III, pubblicato nel 1859 con il quale si invitava la cittadinanza a insorgere contro i dominatori austriaci. Ci sono altri documenti, altre tipologie di documenti: se uno è interessato all’evoluzione del contesto urbano o rurale di Verano Brianza può andare a guardare le varie planimetrie e misurazioni catastali che si sono susseguite dall’età di Maria Teresa d’Asburgo, a metà Settecento, fino alle attuali misurazioni catastali.

IN CHE CONTESTO VENGONO SCRITTI QUESTI DOCUMENTI?

I contesti sono diversi, come ho già detto in precedenza posso esserci documenti di normale amministrazione e quindi editi dalla normalità della macchina burocratica comunale o manifesti per situazioni contingenti che dovevano rispondere ad eventuali riforme; per esempio il catasto teresiano faceva parte di una riforma generale dell’apparato burocratico, economico e politico e anche dell’imposizione fiscale. Perciò è nato in quel preciso contesto lì, non sono state quindi le autorità comunali a farsi carico direttamente di queste misurazioni ma vari intendenti, vari enti preposti a questo scopo. Si chiamavano agrimensori quelli che dovevano procedere alle misurazioni catastali.

QUALI SONO I CAMBIAMENTI TRA I DOCUMENTI DEL PASSATO E QUELLI PIU’ RECENTI?

I cambiamenti che si possono notare sono i quelli che hanno riguardato tutta la produzione di documenti a partire sostanzialmente dalla metà del Cinquecento fino ad oggi. Tra i documenti più antichi ne abbiamo pochi di stampati con stampa a caratteri mobili perché nel Settecento e Ottocento era molto più usuale trovare documenti scritti a mano; questa pratica continua sostanzialmente fino all’avvento delle macchine, come computer e tablet, con i quali si è passati alla digitalizzazione dei documenti scritti a mano. La produzione di documenti cartacei va a poco a poco scemando; si è passati anche al completo abbandono della scrittura a mano. Tuttavia, si può notare grazie al cambio di grafia come si evolve la produzione di documenti dovuta al cambiamento dei segretari, del sindaco e dei vari enti.

Poi soprattutto per l’età ottocentesca, fascista e per la prima età repubblicana ci sono anche documenti scritti in bella grafia perché era obbligatorio studiare negli istituti scolastici la calligrafia, ovvero l’arte del sapere scrivere bene. I documenti sono considerati come veloci appunti e non come documenti scritti in bell’ordine e in modo ordinato e articolato.

SECONDO LA SUA OPINIONE E’ MEGLIO CONSERVARLI IN QUESTO STATO CARTACEO O E’ MEGLIO DIGITALIZZARLI?

Beh, sicuramente è utilissimo digitalizzare i documenti storici perché spesso la mole dei documenti conservata è talmente consistente che si perderebbero intere giornate se non settimane a cercare un determinato faldone o documento.

La digitalizzazione offre la possibilità di trovare documenti in tempi rapidi, utili, veloci e mette a disposizione degli studenti, del pubblico, dei ricercatori, documenti che spesso possono risultare inaccessibili e che richiederebbero spostamenti, permessi e richieste di consultazione. Con la digitalizzazione questi ostacoli alla ricerca storica, che sono molti, vengono risolti molto facilmente con un semplice click; con una semplice parola si possono trovare vari documenti relativi a questo determinato argomento.

Tuttavia è buona pratica conservare anche i documenti in formato cartaceo: nel nostro archivio infatti ci sono anche documenti che risalgono agli anni scorsi. La pratica di conservare è comunque utile perché l’archivio di un comune viene utilizzato dalla normale attività lavorativa; la digitalizzazione può facilitare molto questo lavoro però per certe attività sono richieste proprio le copie originali. D’altronde conservare documenti è una buona pratica che risale all’età romana. Già più di duemila anni fa i nostri antenati conservavano documenti per poterli reperire, ma la nascita di un archivio è legata alla memoria storica di una determinata comunità. La repubblica di Venezia, per esempio, non ha mai avuto un archivio ufficiale fino al cinquecento quando emerge la necessità di testimoniare un passato di grandezza della Repubblica di San Marco e come testimonia la grandezza di uno stato di un paese di una nazione attraverso un archivio che contenga le memorie storiche culturali materiali della comunità.

IN CHE CONTESTI VENGONO DI SOLITO UTILIZZATI QUESTI DOCUMENTI A GIORNI NOSTRI?

Ci posso provare!
I documenti che sono conservati all’ interno dell’archivio comunale di Verano sono utilizzati in vari ambiti: sono utilizzati da vari uffici per le attività lavorative ma sono anche utilizzate per attività di ricerca storica perché testimoniano la storia e l’evoluzione della comunità di Verano Brianza, dalla dominazione austriaca del diciottesimo secolo fino ai giorni nostri. Si può anche studiare come determinate riforme imposte da vari governi siano state applicate concretamente sul territorio e sulle comunità dei paesi rurali poichè Verano era una comunità rurale fino a pochissimi decenni fa legata all’ agricoltura e alle attività che si svolgono lungo il corso del fiume Lambro. Abbiamo una nutritissima serie di documenti relativi alle acque e strade di Verano nell’Ottocento.
Dove si prendono questi documenti?
I documenti sono prodotti da vari enti. Nei giorni nostri c’è una sostanziale divisione tra i documenti prodotti dal consiglio comunale, dalla giunta comunale e dai vari uffici. Questi documenti vengono oggi digitalizzati e prima conservati nell’archivio comunale. Può capitare di trovare all’interno dei vari faldoni documenti prodotti da più enti perché il nostro archivio è ordinato secondo un ordinamento storico e secondo criteri cronologici.
I documenti possono essere anche lettere provenienti da enti esterni al comune.